Joris
Ivens

biography

Il cinema di Joris Ivens sfugge da schemi, stili e periodizzazioni, forse perché è riuscito ad attraversare e comprendere tanto i periodi storici affrontati in prima persona, quanto a recepire i variegati stimoli artistici che le immagini di questo secolo hanno saputo creare o assecondare. Fare i conti oggi con un'opera così ampia, e apparentemente difforme, significa riflettere su di un passato che costantemente torna contemporaneo sotto mutate vesti ogni qual volta si presenta la visione di uno di questi film, che nella precisione di un punto di vista irrinunciabile divengono rari strumenti per la riflessione sul cinema e sulla realtà. Resta eccezionale confrontarsi con un'estetica mutevole, severamente scolpita da un'autorialità gioiosa e poetica o drasticamente determinata dalle più rischiose e imprevedibili condizioni realizzative, dietro la quale si possono riconoscere gli stessi valori, temi, idee. Di certo un'attività iniziata a soli tredici anni nel 1912 (De Wigwam) e conclusasi nel 1988 (Histoire de Vent), che, per settantacinque anni, ha saputo mantenere una coerenza e una personalità contro il precipitoso corso storico e politico di questo secolo, è stata possibile solamente grazie al rigore e alla fiducia che Joris Ivens ha costantemente riposto nell'uomo. Giocando con il cinema come un vecchio bambino, passando per le avanguardie, il cinema militante, il cine-poème, e molte altre esperienza, il regista olandese è sempre riuscito a conservare preziose cellule tematiche e stilistiche che, tornando in ogni film, manifestano una soggettiva visione della vita contraddistinta dalla convinzione, tra realismo e utopia, che anche il cinema è uno strumento prezioso per cambiare il mondo. Dalla fine degli anni Venti sono già manifeste alterne tendenza stilistiche dell'autore, film come De Brug (1928) e Regen (1929), sostenuti da un periodo di sperimentazioni linguistiche particolarmente felice, riescono a piegare la semplice essenza figurativa della materia per farne un assoluto che documenta una forma abbandonando l'oggetto. Poi il primo viaggio in URSS, gli stimoli e i consensi che, aprendo un felice periodo di scambi e incontri, porteranno Ivens a girare un film (Komsomol, 1932) e a confrontarsi con le molte facce della scuola sovietica, divisa tra due personalità che lo segneranno profondamente: Sergej M. Ejzenstejn e Dziga Vertov. Philips Radio (1931), primo film sonoro olandese, concentrerà definitivamente la macchina da presa di Ivens sugli uomini; dalla grande produzione della pubblicità che denunciava l'eccessivo sfruttamento degli operai della fabbrica di Eindhoven, alle straordinarie immagini rubate con Henri Storck nel Borinage (Misère au Borinage, 1934) che segnano una delle pagine più importanti del documentarismo militante della prima metà del secolo. Poi la guerra che, a partire da Spanish Earth (1937), Ivens seguirà direttamente sul fronte in Cina (The 400 Million), a Cuba (Pueblo armado, 1961), nel Vietnam (Le 17éme Parallele, 1968). Contraltare di questi documentari, unici per la testimonianza diretta e la partecipazione attiva dell'autore, sono i film ivensiani che si aprono a un lirismo volto a una ricerca costante di empatia con l'ambiente: La Seine a rencontré Paris (1957), Before Spring (1958), Pour le Mistral (1965). Una cinematografia apolide che, abbracciando il pianeta, è riuscita a mostrare l'essenza di una globalizzazione che unisce le diverse lotte per la sopravvivenza e antimperialiste, cercando sempre di utilizzare il mezzo-cinema come azione diretta, presa di coscienza e controinformazione. Queste scelte hanno creato non pochi problemi a Ivens: dal ritiro del passaporto da parte del governo olandese in seguito a Indonesia Calling, ai tagli del film commissionato da Enrico Mattei (L'Italia non è un paese povero, 1960). Oggi riscoprire quest'opera, che si presenta come compatta, tenuta insieme da uno dei più grandi film-testamento di tutti i tempi (Une Histoire de Vent, 1988), ci serve a comprendere diversi aspetti della storia e del cinema, ci responsabilizza sottolineando come l'invisibile che Ivens è riuscito a filmare sia ancora sotto i nostri occhi.

Nazionalità
Paesi Bassi
Generi
Documentario
Approfondisci

Scopri tutti i film di

Joris Ivens

Progetto Food on Film
Food on Film
Partners
Slow Food
Associazione Cinemambiente
Cezam
Innsbruck nature film festival
mobilEvent
In collaborazione con
Interfilm
UNISG - University of Gastronomic Sciences

Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the Creative Europe Media Program. Neither the European Union nor the granting authority can be held responsible for them.