Regen

Diretto da

Uno stile innovativo caratterizza La pioggia, una delle opere più note e complesse di Ivens, straordinario poema originariamente muto e senza didascalie: “L'unico successione in Regen è costituita dall'inizio, dal crescendo e dalla fine dell'acquazzone. Non ci sono sottotitoli né commento. Il film deve avere un effetto puramente visivo. Attori sono la pioggia, le gocce pesanti, le persone bagnate, le nuvole scure, i riflessi scintillanti sull'asfalto bagnato e così via. La luce diffusa sulle case scure creava degli effetti che non mi sarei mai aspettato”. II regista passò alcuni mesi senza lasciare la macchina da presa, sempre pronto a girare durante l'arrivo di un temporale, in luoghi e momenti diversi, ma il film non è propriamente un documentario: “E la pioggia non è maggiormente il concetto di pioggia, né lo stato di un tempo e di un luogo piovosi. È piuttosto un insieme di singolarità che presenta la pioggia così com'è in sé, pura potenza a qualità che coniuga senza astrazione tutte le piogge possibili, e compone lo spazio qualsiasi corrispondente.[...]” (Gilles Deleuze). La pioggia fu subito inserita nelle programmazioni dello “Studio 28” di Parigi, la più importante sala d'essai d'Europa. Negli anni seguenti furono composte due colonne sonore per il film, ma Ivens preferì comunque la versione muta. Insieme a Il ponte, quest'opera determinó l'affermazione internazionale del regista.

Titolo tradotto
Pioggia
Genere
Documentario
Paese
Paesi Bassi
Anno
1929
Durata
12'
Casa di produzione
CAPI Amsterdam
Progetto Food on Film
Food on Film
Partners
Slow Food
Associazione Cinemambiente
Cezam
Innsbruck nature film festival
mobilEvent
In collaborazione con
Interfilm
UNISG - University of Gastronomic Sciences

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