Nieuwe Gronden

Diretto da

Ivens girò un film in due parti sulla costruzione di una diga sullo Zuiderzee (letteralmente “mare del sud”), in Olanda. La prima, con immagini sul lavoro dell'uomo e sulla forza della natura, raggiunge l'apice nella sequenza sulla chiusura della diga: “La vittoria dell'uomo sul mare”, avvenuta nel maggio del 1932 dopo dieci anni di lavoro. La seconda parte cambia e attualizza bruscamente il significato delle immagini precedenti. Nel 1934 “la crisi mondiale bussava alla finestra della vecchia Europa”, così gli operai della diga rimasero disoccupati e il grano delle “nuove terre” venne buttato. Zuiderzee non corrispondeva più alla realtà: il titolo e l'opera dovevano cambiare. Le immagini delle borse internazionali, al termine del film, sono accompagnate da un commento sempre più aspro: “Il grano non serve per nutrirvi, serve alla speculazione. C'è troppo grano e non c'è lavoro a sufficienza”. Questa operazione di denuncia causò non pochi problemi al film vietato in Francia e in altri paesi (ancora oggi le copie che circolano nelle televisioni finiscono con la chiusura della diga). Zuiderzee, diventato Nieuwe Gronden (Nuove terre), trova il giusto equilibrio tra contenuti militanti ed estetismi degli anni Venti: “Ritengo che i 160 metri della sequenza in cui la diga viene terminata, siano il mio lavoro di montaggio drammatico più complicato e meglio riuscito”.

Titolo tradotto
[Nuove terre]
Genere
Documentario
Paese
Paesi Bassi
Anno
30
Durata
1934'
Casa di produzione
CAPI Amsterdam
Lingue
Olandese
Progetto Food on Film
Food on Film
Partners
Slow Food
Associazione Cinemambiente
Cezam
Innsbruck nature film festival
mobilEvent
In collaborazione con
Interfilm
UNISG - University of Gastronomic Sciences

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