Misère au Borinage

Diretto da

Il documentario è composto da filmati che testimoniano la repressione di uno sciopero negli Stati Uniti seguiti da altri che illustrano le lotte e la vita quotidiana dei lavoratori del Borinage, una zona mineraria nel Belgio meridionale che visse uno dei suoi periodi più tragici agli inizi degli anni Trenta. Infatti, dopo la terza diminuzione del salario dei minatori in meno di due anni, nel giugno del 1932 venne organizzato uno sciopero che raggiunse l'apice con una marcia su Bruxelles di 250.000 lavoratori. La repressione fu violentissima. Nel mese di luglio la disfatta era completa. Henri Storck, figura determinante per la cinematografia belga, chiese a Ivens di aiutarlo a girare un film sulle condizioni del Borinage, per “mostrarle a tutto il mondo e aiutare i minatori”. La realizzazione fu difficile e rischiosa. Le immagini vennero prese di nascosto o ricostruite con gli operai. Tornati a Bruxelles, i due registi montarono il film. Inizialmente venne affidata la stesura di un commento a Bertold Brecht, poi si preferì lasciarlo muto con le didascalie. È Ivens stesso a ricordare che: “Con Borinage nella mia vita tutto cambia a 180°”. La critica fu spietata: il film, divenuto quasi una “carta d'identità politica”, ebbe difficoltà di circolazione. L'opera rimane oggi uno dei più grandi documentari di Ivens e un riferimento indispensabile per tutto il cinema militante.

Titolo tradotto
Borinage
Genere
Documentario
Paese
Belgio
Anno
1933
Durata
34'
Casa di produzione
Club del'Écran, EPI
Progetto Food on Film
Food on Film
Partners
Slow Food
Associazione Cinemambiente
Cezam
Innsbruck nature film festival
mobilEvent
In collaborazione con
Interfilm
UNISG - University of Gastronomic Sciences

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