Komsomol, or Pesn'o geroyakh
Diretto da
Il documentario segue la costruzione di un altoforno all'estremità degli Urali per mano dell'Organizzazione della gioventù comuni sta sovietica (Komsomol), e la vicenda del pastore analfabeta Afasaneev che, lasciando attività e casa, si impegna nel lavoro del cantiere, crescendo insieme ad esso. Ivens, in uno dei suoi viaggi in Unione Sovietica si era interessato a quella costruzione: “Era esattamente quel che cercavo: la gioventù, più l'acciaio”. Le condizioni del suo lavoro non furono facili per il clima siberiano, l'ambiente fangoso della steppa, la lingua, i mezzi limitati dall'economia pianificata. Dopo tre mesi la troupe si spostò nel cuore della Siberia per filmare l'estrazione del carbone utile all'alto-forno che, pochi giorni dopo, inizierà le sue colate. Il regista olandese segue per la prima volta un personaggio e, contemporaneamente, pone le basi per il suo stile. A causa dell'approccio innovativo, Komsomol fu inizialmente criticato, poi l'opera di Ivens, intitolata Il canto degli eroi, venne riconosciuta per le sue qualità e proiettata in occasione del quindicesimo anniversario della Rivoluzione. Nel 1982 l'ottantaquattrenne regista olandese rivendicò nuovamente l'importanza di Komsomol: “Era veramente un film di Ivens, un film sul socialismo in cammino, in Unione Sovietica, in quel momento. [...] Il canto degli eroi è un film che sottoscrivo completamente”.
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