State of Dogs

Diretto da

State of Dogs è una parabola su un cane randagio che non vuole rinascere uomo. Baasar, il cane, ucciso da un cacciatore di cani alla periferia di Ulan Bator il primo giorno di primavera, aveva sempre avuto fiducia nell'uomo, ora non più. In Mongolia la gente crede che un cane dopo la morte rinasca uomo. Ma Basaar si rifiuta. Per accettare il suo destino il cane intraprende un viaggio attraverso la propria memoria: si ricorda la vita felice come cane pastore, il dolore e la sofferenza di quando fu abbandonato dal padrone e la lotta per la sopravvivenza in città. Senza sapere perché si ricorda di una giovane donna. Si sente molto vicino ad essa come se il tempo li avesse uniti, vuole proteggerla e avvisarla di un grande pericolo: Rah il drago mitologico vuole divorare il sole per creare caos e distruzione. La rinascita di Baasar dipende dal potere degli uomini di scacciare Rah.

Il film ha vinto il Gran Premio al Festival di Nyon 1998; ha partecipato al festival di Venezia 1998.

Titolo tradotto
[Lo stato dei cani]
Genere
Documentario
Paese
Belgio, Mongolia
Anno
1998
Durata
91'
Produttore
Peter Brosens
Casa di produzione
Inti Films
Lingue
Mongolo

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Biodiversità

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Minacciata dalle attività dell’uomo, la varietà delle specie è fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi in cui viviamo e che sono interconnessi: che cosa significa perderla e perché il problema non riguarda solo chi si estingue.
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