The Wild Robot
Diretto da
Unico superstite del naufragio che colpisce il cargo della multinazionale Universal Dynamics, il robot Roz, abbreviazione di “unità ROZZUM 7134”, approda su di un’isola disabitata. Attivato inavvertitamente dalla fauna locale, Roz dovrà cercare di adattarsi all’ostile ambiente circostante, ampliando il suo apprendimento e instaurando gradualmente relazioni con gli animali dell’isola. Ha inizio così una serie di incredibili avventure in cui il robot si ritroverà a prendersi cura nel ruolo di madre di un’ochetta orfana, a stringere amicizia con una astuta volpe, a conquistare la fiducia dei più diffidenti e a diventare, infine, parte di quell’habitat naturale. Purtroppo, però, un giorno verrà inviata una squadra di robot con il compito di ritrovarlo e riportarlo alla base…
Dall’omonimo libro illustrato di Peter Brown, la commovente animazione di Chris Sanders: un inno alla gentilezza e all’amore incondizionato.
«Questa è la storia di un esemplare altamente tecnologico perso nella natura selvaggia, motivo per cui abbiamo scelto uno stile più pittorico sullo sfondo che permettesse di ottenere il massimo contrasto tra queste due dimensioni e osservare, attraverso gli occhi di Roz, la natura in tutta la sua bellezza e complessità.
In una delle prime conversazioni avute con Peter Brown, questi ci ha spiegato che cos’era nella sua fantasia un robot ROZZUM: una sorta di umanoide destinato a occupare spazi umani, lavorando fianco a fianco con noi in una fabbrica o in una fattoria, o in una casa. Incredibilmente adattabili, questi robot agiscono laddove sono necessari. Roz, dunque, dovrà affrontare una grande sfida in quanto si ritrova in un posto per il quale non è stato progettato. Il fatto che Roz sarebbe diventato una madre accidentale, mi ha attirato moltissimo: si tratta di un contrasto capace di creare un’energia che si estende via via a tutte le relazioni con gli altri personaggi. C’era tanta risonanza emotiva nella storia, per me e la troupe era importante portare tutto ciò sul grande schermo, un vero atto d’amore. L’umorismo e l’equilibrio dei toni derivano da tanto lavoro. Scrivo la sceneggiatura iniziale con estrema attenzione ma poi facciamo molte revisioni e bilanciamenti. Per raggiungere adulti e bambini giochiamo con noi stessi, immaginandoci anche spettatori».
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