Ovas de Oro è un reportage sugli allevamenti intensivi di salmone del Cile, tanto sviluppati e diffusi da collocare il paese andino al secondo posto nella graduatoria mondiale del settore. Quella che potrebbe apparire come una fonte di ricchezza per l'economia cilena è, in realtà, appannaggio di multinazionali straniere, che, controllando la produzione ittica, oltre a non pagare nè tasse nè dazi, hanno reso estremamente competitivo il mercato del lavoro del settore, imponendo salari bassissimi. Anche da un punto di vista ambientale questo tipo di attività sta creando molti problemi.
Ovas de oro
«Assistere alle sofferenze di una popolazione povera, che vive in una delle nazioni più ricche dell'America Latina, è qualcosa che non ci saremmo mai immaginati. Questo ci ha incoraggiati a proseguire con il lavoro del documentario, per descrivere il modo in cui il Cile e le società internazionali stanno impoverendo il mare per nutrire i salmoni (pesci, peraltro, di origini non latino-americane). Tutto ciò doveva essere denunciato all'opinione pubblica, così come le pesanti violazioni contro i pescatori che seguono i metodi tradizionali, i quali, ancora oggi, reclamano il diritto di essere ascoltati. La nostra opera contribuisce alla sensibilizzazione delle coscienze riguardo a questi problemi, perché il malcontento verso la politica delle esportazioni e dello sfruttamento delle risorse del Cile si sta diffondendo sempre di più».
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