Mitumba The Second-Hand Road

Diretto da

La maglietta di Felix, un bambino tedesco di 10 anni, finisce nel cassonetto per la raccolta di abiti usati, da qui parte per un cammino che la condurrà attraverso due continenti: donata, poi raccolta, poi venduta e comprata più volte, arriverà al termine del suo viaggio a essere indossata dal suo nuovo e ultimo proprietario, Lucky, un bambino di 9 anni in uno sperduto villaggio della Tanzania. In alcuni paesi africani i vestiti usati costituiscono la prima voce di importazione, infatti il 90% della popolazione si veste di seconda mano. Li chiamano “I vestiti dei bianchi morti” perché in Africa é inconcepibile pensare di disfarsi di cose ancora utilizzabili a meno che non appartengano a un morto. Vicende, luoghi e personaggi creano un mosaico che compone la via del commercio degli abiti usati, una via tortuosa e ancora sconosciuta che rivela una realtà sorprendente.

Titolo tradotto
[Mitumba: la strada di seconda mano]
Genere
Documentario
Paese
Italia
Anno
2005
Durata
53'
Produttore
Raffaele Brunetti
Lingue
Inglese, Italiano, Tedesco, Swahili
Note di regia
Note di regia

In Africa ho visto i ricchi di Dar es Salaam preferire i vestiti usati perché quelli nuovi sono scadenti. Ho imparato che lì tutti credono che noi Europei ci liberiamo dei nostri indumenti vecchi vendendoli e non donandoli. Al contrario gli Europei sono convinti che i vestiti usati vengano regalati a poveri e bisognosi. Ho visto l’Africa che sta cambiando velocemente e ho visto che i produttori cinesi tentano di penetrare in maniera capillare il mercato con vestiti nuovi a prezzi stracciati, facendo concorrenza anche all’usato. Se questo un giorno avverrà, i bianchi vivi dovranno provvedere da soli a smaltire i vestiti dei bianchi morti.

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Sostenibilità

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L’obiettivo di tante battaglie ambientaliste, diventato Agenda dell’ONU, declinato e raccontato nei suoi diversi, e possibili, campi di applicazione: sviluppo, economia, alimentazione, agricoltura, pesca, mobilità, turismo…
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