Mitumba The Second-Hand Road
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La maglietta di Felix, un bambino tedesco di 10 anni, finisce nel cassonetto per la raccolta di abiti usati, da qui parte per un cammino che la condurrà attraverso due continenti: donata, poi raccolta, poi venduta e comprata più volte, arriverà al termine del suo viaggio a essere indossata dal suo nuovo e ultimo proprietario, Lucky, un bambino di 9 anni in uno sperduto villaggio della Tanzania. In alcuni paesi africani i vestiti usati costituiscono la prima voce di importazione, infatti il 90% della popolazione si veste di seconda mano. Li chiamano “I vestiti dei bianchi morti” perché in Africa é inconcepibile pensare di disfarsi di cose ancora utilizzabili a meno che non appartengano a un morto. Vicende, luoghi e personaggi creano un mosaico che compone la via del commercio degli abiti usati, una via tortuosa e ancora sconosciuta che rivela una realtà sorprendente.
In Africa ho visto i ricchi di Dar es Salaam preferire i vestiti usati perché quelli nuovi sono scadenti. Ho imparato che lì tutti credono che noi Europei ci liberiamo dei nostri indumenti vecchi vendendoli e non donandoli. Al contrario gli Europei sono convinti che i vestiti usati vengano regalati a poveri e bisognosi. Ho visto l’Africa che sta cambiando velocemente e ho visto che i produttori cinesi tentano di penetrare in maniera capillare il mercato con vestiti nuovi a prezzi stracciati, facendo concorrenza anche all’usato. Se questo un giorno avverrà, i bianchi vivi dovranno provvedere da soli a smaltire i vestiti dei bianchi morti.
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