Il documentario è un collage di videodocumenti sui 'Giardini Ibridi' dell'archivio personale di Francesco Mariotti, immagini televisive e riprese effettuate da Gerardo Mariotti-Luy a Torino e a Zurigo. I 'Giardini Ibridi' sono una metafora della nostra società, della migrazione di persone, di immagini e di culture. Il video non è cronologico e non ha finalità didattica o scientifica, si tratta piuttosto di un videoclip con una forte componente musicale: la diversità e la molteplicità delle immagini visualizzano un dialogo tra natura e tecnologia, tra reale e artificiale, tra arte e politica. Le lucciole che popoleranno il Parco d'Arte Vivente vengono annunciate artificialmente nelle installazioni di Mariotti e con lo spettacolo 'danza nuziale delle lucciole', anticipato da estratti di documenti video e fotografici delle 'vere' lucciole. Immagini e opinioni di persone, spettatori e personaggi coinvolti nel progetto, storici d'arte, biologi, architetti, artisti si confondono nel video-clip con pensieri scritti come chiavi di lettura.
Immigration, il giardino delle lucciole
Approfondimento
A proposito di Immigration, il giardino delle lucciole
Associazione Parco d’Arte Vivente
I filmati presentati dalla nostra Associazione culturale Parco d'Arte Vivente sono un sintetico saggio del fecondo connubio tra il movimento ambientalista e il movimento artistico della cosiddetta "bio-arte". Il video La cultura dell'ibridazione dei filmakers Dario Magnani e Andrea Fantino contiene la storia della nascita del PAV e un coro di voci esperte che ne sintetizzano la filosofia. I video di Francesco Mariotti e Caretto&Spagna illustrano due esperienze esemplari di questa "arte del vivente" nel loro concreto svolgimento. Quale contributo, ci chiediamo, può dare l'arte alla soluzione di una crisi geopolitica delle dimensioni di quella che stiamo attraversando? Le scorte di combustibili fossili, che la natura ci ha dato "gratuitamente", si stanno esaurendo per effetto del saccheggio da parte di una società altamente energivora. L'effetto serra si avvicina gradatamente a un punto di non ritorno, I rapporti sociali e la democrazia si stanno irrigidendo per effetto della tensione verso una crescita illimitata dell'economia. Come può l'arte incidere sui fattori di crisi di questa portata? Oscar Wilde diceva: "L'arte è inutile, quindi essenziale". Questo aforisma per noi può significare che, a fronte del disastro ambientale, la "verità" dell'arte corrobora l'aspetto soggettivo dell'ineluttabile dinamica della trasformazione. La biopolitica prossima e necessaria per salvare l'insediamento umano sul pianeta, non può che passare attraverso una fase di "reincanto" per la natura e il mondo. Questo è un compito che l'arte può certamente svolgere, crescendo e diffondendosi come pratica simbolica, esperienziale e conviviale. L'arte diventa così il veicolo di una nuova filosofia di vita pluralistica e relativista, di un pensiero riconcettualizzazione che decostruisce le ferree antinomie dell'antropocentrismo universalista per costruire invece modelli di sviluppo fondati sul riequilibrio e sulla redistribuzione. La bio-arte, più specificamente, indirizza la sua energia trasformatrice in quell'ambito cruciale che è il potere soggettivo acquisito – di manipolare le basi biologiche della vita, con il suo corollario modernista di volontà di potenza.
(Piero Gilardi, presidente acPav)
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