In Cina, il Paese protagonista della scena internazionale più popoloso del mondo, rimangono zone d'ombra: la mancata applicazione dei diritti civili, le condizioni dei lavoratori, le problematiche legate all'ambiente, la vita nelle comunitè rurali. Gli ottocento milioni di cinesi che abitano le campagne – pur avendo migliorato le loro condizioni – vivono in uno stato di arretratezza e degrado, in forte contrasto con la crescita delle grandi metropoli delle aree costiere. Attraverso la raccolta di piccole storie, nel corso del documentario si sviluppa il racconto a più voci dei contadini. Il titolo riprende una delle celebri frasi pronunciate da Deng Xiaoping negli anni sessanta: "Non importa se un gatto è bianco o nero, l'importante è che acchiappi i topi", motto che sembra sintetizzare lo spirito pragmatico, la determinazione e l'orgoglio del popolo cinese.
Il bravo gatto prende i topi
«Girare nelle campagne cinesi e nelle grandi città della costa orientale che hanno accolto decine di milioni di persone provenienti dalle aree rurali alla ricerca di lavoro, è stata – prima ancora che un'avventura professionale – un'esperienza di vita straordinaria. In questo viaggio abbiamo avuto il piacere di riscoprire il senso della curiosità, della disponibilità all'ascolto e di pensare che la nostra interpretazione e visione del mondo sia possibile e non oggettiva e definitiva. Oggi più che mai, per cercare di interpretare i cambiamenti ed elaborare giudizi, sono necessari differenti punti di vista per decifrare la complessità di un luogo, di un popolo, di un mondo. E i nostri piccoli film vogliono essere altrettanti piccoli tentativi di decifrare tale complessità».
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