Burkina Faso: protezione dell'ambiente e riciclo

Diretto da

Realizzato nell'ambito delle attività dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) e della ONG piemontese LVIA, il documentario mostra il primo centro di riciclaggio della plastica del Burkina Faso che ha aperto la strada a un nuovo tipo di progetti per lo sviluppo. Il centro fornisce un'opportunità ai poveri di Ouagadougou e nel contempo affronta un problema ambientale che affligge molte città africane. Persino la piccola industria locale ne trae beneficio, poichè la plastica riciclata costa la metà di quella nuova importata dall'estero.

Genere
Documentario
Paese
Svizzera
Anno
2006
Durata
7'
Produttore
Sandra Cole
Casa di produzione
ILO
Note di regia
Note di regia

«Fra i vari corsi del Centro di Formazione dell'ILO a Torino, uno è dedicato alle tecniche di realizzazione di progetti per lo sviluppo; uno studente, Andrea Micconi, aveva avuto un'idea particolarmente ingegnosa: fornire un'opportunità di lavoro alla gente del Burkina e risolvere allo stesso tempo un grave problema ambientale. L'ILO mi mandò quindi a Ouagadougou da Andrea per vedere il suo progetto in funzione: una centrale di riciclaggio della plastica completamente autogestita in una delle zone più povere del mondo. Spesso un problema ambientale è anche un fattore che impedisce lo sviluppo di un paese: i rifiuti in plastica per esempio compromettono la produttività dei campi e uccidono il bestiame che li ingurgita accidentalmente, un vero danno per le poche risorse dei locali».

Sostenibilità

Sostenibilità

L’obiettivo di tante battaglie ambientaliste, diventato Agenda dell’ONU, declinato e raccontato nei suoi diversi, e possibili, campi di applicazione: sviluppo, economia, alimentazione, agricoltura, pesca, mobilità, turismo…
Progetto Food on Film
Food on Film
Partners
Slow FoodAssociazione CinemambienteCezamEco&Zine International Film FestivalInnsbruck nature film festivalInterfilm BerlinmobilEvent
Con il contributo di
Fondazione CRC

Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the Creative Europe Media Program. Neither the European Union nor the granting authority can be held responsible for them.