Battiti, il respiro del Vesuvio
Diretto da
Maria torna a Napoli dopo 15 anni vissuti in Haiti. Il tempo passato in questo paese animista le fa vedere, dalle terrazze napoletane, un Vesuvio diverso. Spinta dalla curiosità, avvicina la gente che in modi differenti vive in simbiosi col vulcano: Ciccio attraverso la terra e la tradizione, Francesca attraverso la scienza, Lucio attraverso l’arte. Ma una cosa li unisce: il desiderio più o meno espresso di vedere il Vesuvio in attività. Più che intimorire, la “montagna” incanta le migliaia di persone che vivono sulle sue falde esorcizzando con vari espedienti il rischio di un’esplosione catastrofica, comunque presente nell’inconscio di ognuno. Battiti propone allo spettatore una sorta di viaggio iniziatico che si apre e si chiude in compagnia di una guida misteriosa: Carlo, il guardiano della grotta della Sibilla al lago d’Averno, che un tempo si diceva comunicasse, attraverso passaggi sotterranei, con il Vesuvio.
Il film culmina in un’eruzione ricostruita integrando simulazioni informatiche a immagini di eruzioni reali, a scene di panico (eruzione del ’44). L’idea non è solamente formale. L’esplosione di un vulcano non libera solo lava e lapilli, essa libera l’immaginario. E’ il momento in cui la precarietà della condizione umana appare nel modo più evidente, quello in cui la vita e la morte smettono di essere percepite in contraddizione e sono integrate in un ciclo: la lava che ricopre tutto sarà il limo futuro.
Aree geografiche e popolazioni
Esplora per area tematica
Vedi tutti i film







