Medvedi Kamčatki. Načalo Žizni

Diretto da

Sette mesi di riprese nel Sud dell’estrema penisola della Kamchatka, dove una vasta area protetta circonda il Lago Kuril. In questo luogo incontaminato è possibile incontrare l’orso bruno, sperimentando un confine importante, delicato e sacro che l’uomo non dovrebbe infrangere. Un periodo lungo quanto quello necessario ai cuccioli appena nati di affacciarsi ai segreti nascosti della vita quotidiana. I suoni della natura e l’assenza di voce umana permettono allo spettatore di immergersi nella bellezza di uno scenario selvaggio, fra antichi vulcani, corsi d’acqua e animali selvatici, evocando il desiderio più profondo di indagare e conservare ciò che di prezioso abbiamo ancora. Un mondo naturale che vive in equilibrio con le proprie leggi, aperto a coloro che vi entrano con rispetto, gratitudine e conoscenza.

Titolo tradotto
[Gli orsi della Kamchatka. L’inizio della vita]
Genere
Documentario
Paese
Federazione Russa
Anno
2017
Durata
60'
Lingue
Inglese, Russo
Note di regia
Note di regia

In quest’area naturale protetta si concentra il maggior numero di orsi bruni nel mondo. Sulle rive del lago Kuril, dove la grande popolazione di salmoni rossi deposita le sue uova, possono raccogliersi centinaia di orsi. Ne abbiamo visti quaranta tutti insieme durante le riprese. Di regola raggiungevamo il lago verso le 5 del mattino. Il direttore della fotografia Dmitrij Špilenok è tra i principali collaboratori della riserva e dunque sa bene come comportarsi in prossimità degli orsi. Bisogna avere ben chiaro che ci troviamo nel loro territorio. Lì non c’è posto per l’essere umano, fatta eccezione per chi ci lavora e per i piccoli gruppi di turisti, istruiti in modo rigoroso sul rispetto del luogo. Gli orsi guardavano spesso l’obiettivo, notando la nostra presenza. Essi avvertono perfettamente cosa accade nel raggio di 200 metri. Più volte siamo stati a una distanza ravvicinata, ma senza destare particolare preoccupazione in loro.

Ormai i bracconieri sono spariti da quella zona, sapendo quanto siano severi i controlli. Così gli orsi crescono liberi dal timore verso l’essere umano. La troupe è persino diventata oggetto di interesse da parte loro, in una sorta di ribaltamento dei ruoli. A volte gli operatori, appesantiti da 40 chili di attrezzatura, non riuscivano a stare al passo dei loro “attori”. Temevano di perderli, ma alla fine riuscivano sempre a ritrovarli. È capitato anche che la camera GoPro scivolasse tra le loro zampe o nell’acqua. Giocando con questo strano oggetto, i cuccioli hanno finito per riprendere se stessi! Recuperata la camera siamo rimasti colpiti dalla straordinarietà di quelle scene: non sono state inserite nel film ma le abbiamo comunque mantenute nel backstage. Gli orsi ci assomigliano, presentano caratteri diversi tra loro e possiedono un ampio spettro di emozioni e stati d’animo. Abbiamo osservato i più riflessivi e quelli più irruenti; abbiamo visto come si raccolgono in gruppo a seconda della loro età. L’intento di questa avventura per noi è molto semplice: mostrare quanto la natura sia delicata, forte e fragile al tempo stesso, e che il nostro dovere sia quello di rispettarla e proteggerla.

Galleria immagini

Media Download

Poster

Immagini ad alta risoluzione

Pressbook

Biodiversità

Biodiversità

Minacciata dalle attività dell’uomo, la varietà delle specie è fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi in cui viviamo e che sono interconnessi: che cosa significa perderla e perché il problema non riguarda solo chi si estingue.
Progetto Food on Film
Food on Film
Partners
Slow Food
Associazione Cinemambiente
Cezam
Innsbruck nature film festival
mobilEvent
In collaborazione con
Interfilm
UNISG - University of Gastronomic Sciences

Funded by the European Union. Views and opinions expressed are however those of the author(s) only and do not necessarily reflect those of the European Union or the Creative Europe Media Program. Neither the European Union nor the granting authority can be held responsible for them.