Plastic China
Diretto da
Yi-Jie è una bambina di undici anni che lavora a fianco del padre in un laboratorio di riciclaggio, mentre sogna di frequentare la scuola. Kun, ambizioso capo della struttura, aspira a un futuro migliore. Attraverso lo sguardo e i gesti ripetitivi di coloro che maneggiano quotidianamente i rifiuti plastici provenienti da tutto il mondo, si delinea un’analisi sui consumi e la cultura nati dalla globalizzazione. Al tempo stesso viene data voce a una comunità di lavoratori pressoché invisibile, immersa nella spazzatura e lontana dai riflettori televisivi. Al suo interno si condividono fatica e povertà ma anche sogni di istruzione, di difesa della salute e di diritto a un avanzamento sociale come per chiunque altro.
Nel marzo 2011 ho fatto una ricerca dettagliata sullo smaltimento dei rifiuti europei e statunitensi in Cina. Durante questo studio, ero scettico sull’orizzonte di prosperità della Cina sotto il grande modello di sviluppo economico a lungo termine e sul suo “inquinamento per lo sviluppo”, poiché la “prosperità” è accompagnata da un’enorme crisi ambientale e da nuove contraddizioni sociali. Sono così andato in una piccola città nel nord della Cina dove, da più di 30 anni, quasi tutti gli abitanti sono coinvolti nell’attività di un’industria per il trattamento dei rifiuti di plastica. Sebbene l’economia locale appaia in piena espansione grazie a questa struttura, l’ambiente cittadino si è gravemente inquinato. Non vi è più acqua pulita, né aria respirabile o cibo sano. Molti degli abitanti soffrono di svariate malattie mortali.
Con molti dubbi in testa, volevo saperne di più sulle persone che vivono lì. Volevo conoscere qual è il loro stile di vita e come essi stessi lo considerano. Ecco, mi aspettavo di trovare queste risposte realizzando il documentario, andando cioè a confrontarmi con le vite più comuni capaci di rivelare l’intera società. Spero che il pubblico possa cogliere la “presenza di plastica” che si ritrova comunemente in diversi aspetti del nostro Paese, e spero anche che sia consapevole di quanto questa componente sia il risultato dall’azione congiunta con il sistema consumistico globale. Essendo il più grande produttore ed esportatore di beni a basso costo, la Cina è affamata di materie prime e fissa un livello relativamente basso per gli standard di protezione ambientale: se si prendessero in considerazione i costi ambientali del riciclaggio, i costi per il riciclaggio sarebbero uguali in Cina come in Giappone o negli Stati Uniti, e questi rifiuti non sarebbero importati in Cina. Non credo che sia il risultato di un commercio equo e solidale globalizzato di beni e materiali. Per questo il film si intitola Plastic China. In superficie sembra prosperità, in profondità si tratta di un problema molto grave. Si possono fare molti lifting per apparire favolosi, ma qual è il vero aspetto sotto una patina splendente?
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